Scheda Autore: Ipponatte

Visse nella seconda metà del secolo VI a.C. Di famiglia aristocratica, partecipò alla vita politica e per questo fu costretto ad un periodo di esilio. La produzione di Ipponatte è prevalentemente giambica, ma si conserva anche qualche frammento esametrico; gli antichi gli attribuiscono anche l’invenzione del “Giambo zoppo”. Il principale punto di riferimento è Archiloco, se non altro per la comune vena aggressiva. L’orizzonte di … Continua a leggere Scheda Autore: Ipponatte

Preghiere da accattone (frr. 32,34,36 West)

Il frammento 32 West ha come protagonista il povero Ipponatte, che ha bisogno di veste, mantello e babbucce per proteggersi dal freddo invernale. Il tono parodico è evidente già nel primo verso, quando l’autore apostrofa il dio Ermes con l’aggettivo “caro”, accompagnato dal matronimico “rampollo di Maia”, piuttosto che dal patronimico, più utilizzato nella poesia greca. In questo frammento in coliambi, escluso il primo verso … Continua a leggere Preghiere da accattone (frr. 32,34,36 West)

Traduzione Ipponatte: un esigente accattone (frr. 32,34,36 West)

1- Ermes, caro Ermes, rampollo di Maia, Cillenio ti supplico: estremamente infatti tremo al massimo grado e batto i denti… dai un mantello a Ipponatte e una tunichetta e sandaletti, babbucce, e d’oro sessanta stateri che provengono da un’altra parte. 2- infatti a me non mi hai mai affatto donato un mantello spesso, rimedio al freddo dell’inverno ne mi hai celati i piedi nelle scarpe … Continua a leggere Traduzione Ipponatte: un esigente accattone (frr. 32,34,36 West)

Il cibo (frr. 39,128,26,26a West)

Tutti e quattro i frammenti, esprimono, anche se in modo diverso, il tema del cibo, dell’esagerazione e dell’ingordigia. In particolare, il primo frammento esprime il desiderio di una zuppa con cui placare i morsi della fame; nel secondo frammento è presente una delle più antiche e famose parodie greche: Ipponatte infatti, come Plauto farà in seguito, inventa parole, come “ενγαστριμαχαιραν”, l’unione di εν+γαστηρ (“nello stomaco”) … Continua a leggere Il cibo (frr. 39,128,26,26a West)

Traduzione Ipponatte: il cibo e la gola (frr. 39,128,26,26a West)

1- ai mali renderò l’animo astuto se non mi mandi velocemente un medimno di orzo, che con la farina ne faccio un ciceone, da bere per curare la miseria. 2- a me, o musa, la stirpe di Eurimedonte, quella che è una voragine di ghiottoneria un coltello nella pancia che mangia senza misura, canta, affinché con il voto funesto destino funesto patisca, alla civica volontà … Continua a leggere Traduzione Ipponatte: il cibo e la gola (frr. 39,128,26,26a West)

Le occasioni e il canto: le “nuove” committenze

La lirica greca è sempre strettamente connessa con il ceto aristocratico (non a caso molti poeti appartengono proprio all’aristocrazia). È quindi inevitabile che la poesia lirica rifletta ed incarni i valori e gli ideali della nobiltà, com’è inevitabile che gli argomenti trattati dai poeti siano inestricabilmente connessi con il mondo aristocratico. Benché il gruppo di appartenenza del poeta sia rimasto l’aristocrazia, è tuttavia cambiato il … Continua a leggere Le occasioni e il canto: le “nuove” committenze