Scheda Autore: Pindaro

Pindaro nacque a Tebe. Gli antichi fissavano la sua “fioritura” all’epoca della seconda guerra persiana. Compì il suo apprendistato artistico ad Atene. Dopo aver abbandonato la città iniziò l’attività di poeta professionista, destinata a porlo in contatto con i principali circoli aristocratici del mondo greco. Il periodo della sua creatività poetica fu lunghissimo: la prima composizione a noi nota risale al 498 a.C., l’ultima è del 446 a. C. Il periodo più fecondo fu però quello tra il 480 e il 460 a. C. Morì ad Argo ultra ottantenne nel 438 a.C. , fra le braccia del giovinetto Teosseno, da lui amato. Il suo prestigio fu così grande che quando Alessandro Magno nel 336 a.C. fece radere al suolo Tebe, volle che fosse risparmiata solo la casa del poeta. Le opere di Pindaro furono suddivise in età ellenistica in 17 libri: ciascuno di questi conteneva componimenti di carattere differente (inni, peani, ditirambi, prosodi, parteni, iporchemi, encomi, treni, epinici). Gli epinici sono gli unici che ci siano pervenuti per intero, anche se abbiamo frammenti anche di componimenti d’altro genere. Gli epinici sono raccolti sulla base all’evento per cui sono stati composti, in rapporto ai quattro grandi giochi panellenici: olimpici, pitici, nemei e istmici.

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